Matriarcato? Femminismo?

di Luisa Vicinelli – Matriarcato e femminismo – Presentazione della Campeggia matriarcale – agosto 2018

Quando abbiamo iniziato a organizzare i raduni matriarcali a Le Campate – luogo di donne per donne – l’intento era quello di far “assaggiare” a più donne possibili una convivenza alternativa basata sui principi matriarcali, che cercavamo di illustrare mescolando la teoria all’esplorazione sciamanica e corporea e all’espressione culturale delle donne. Il matriarcato è e rimane una proposta – tutt’oggi esistente in alcuni parti del mondo – socio-culturale, politica, economica e spirituale di convivenza, in grado di ispirare una società egualitaria senza povertà, senza violenza e senza distruzione dell’ambiente. Quello su cui vorremmo cercare di ragionare è la sua “compatibilità” con il femminismo. Per noi il femminismo nasce e si nutre proprio di matriarcato, a partire dalla consapevolezza delle donne che è base necessaria per entrambi. Anzi dopo aver riflettuto sulle informazioni che ci consegnano le ricerche sui matriarcati di tante studiose femministe, direi che il femminismo è l’azione stessa di ricordare la matriarca o, se preferite, la dea che tutte siamo. La consapevolezza femminista, quando è autentica, è un processo irreversibile di centratura: sapere chi si è, da dove si viene e dove si vuole andare.

Pina Nuzzo

I simboli della rinascita e della rigenerazione della grande Dea con cui ho “vestito” l’Anfora testimone della Staffetta contro la violenza sulle donne, sono diventati il corpo stesso di Hera

Hera, 2014 carta e acrilico su tela cm 70×100

Chi siamo?
Il processo è proprio quello del ricordo che altro non è che collegarsi con la nostra memoria corporea (e il femminismo aveva iniziato bene identificando nel corpo il luogo privilegiato della consapevolezza femminile). L’autocoscienza, pratica del partire da sé da esercitare nei gruppi di donne, aveva permesso l’inizio della liberazione di tante donne, che poi sono state risucchiate dal logos maschile e dalle sue scienze, la psicanalisi in primis. Anche le donne dei matriarcati avevano degli ambiti di confronto costanti, in presenza e con azioni in comune, protetti da un separatismo diffuso. Anche qui, più che una pratica di rifiuto del maschio, il femminismo ha messo in atto, seppur inconsapevolmente, una memoria arcaica delle donne. È il primo filo rosso da recuperare.
Da dove veniamo?
Il corpus degli Studi matriarcali moderni inaugurati da Heide Goettner Abendroth e la mito-archeologia, nuovo metodo di ricerca archeologica, creata da Marjia Gimbutas ci hanno fornito le basi di una narrazione storica ricca e documentata che ci riconnette alle nostre radici. Mary Daly lo aveva intuito e ci aveva consegnato la mappa per un “futuro arcaico”, un futuro che poteva riconnettere le donne alla loro vera storia, riconoscendone il valore di creatrici di vita e civiltà. Un altro filo rosso recuperato.

PINA NUZZO – dune, 1998 acrilico su tela 90×70 cm collezione privata

Dove vogliamo andare: “mettere al mondo un altro mondo”
Ritorna più pressante che mai il tema della capacità rigenerativa della donna, oggi che le biotecnologie necrofile maschili stanno tentando il volo scellerato di creare la vita il più lontano possibile da un utero o, non riuscendoci, di allontanare sempre di più dalla donna la gestione del suo potere rigenerativo. Troppo a lungo si sono taciute le implicazioni legate al materno, nel tentativo di liberarci dalla schiavitù riproduttiva che ostacolava la nostra “emancipazione”, credendo “risolto” una volta per tutte il rapporto con la madre che ancora però è ostacolo tangibile a una vera gineologia, terreno sul quale si stanno muovendo anche le donne curde. Il matriarcato può essere di aiuto per riscoprirne l’importanza e la ricaduta su un piano di cambiamento sociale e culturale. Il potere rigenerativo della donna non può essere identificato con la mera riproduzione della specie, ma implica la responsabilità di cura che le donne hanno messo in atto guidando la nascita delle prime forme sociali. Le femministe, criticando il patriarcato e denunciando le pecche di una società informata dal principio maschile del potere, raccolgono questo terzo filo rosso. I principi matriarcali possono ispirare la strada da percorrere per avere nuovamente una società egualitaria senza povertà, senza violenza e senza distruzione dell’ambiente e un movimento di donne consapevoli e autentiche è ciò che serve per iniziare il cammino.
L’idea di mettere a confronto matriarcato e femminismo mi è venuta quando mi sono resa conto che in diversi testi di donne che stavo leggendo, il linguaggio e le immagini usate rimandavano a un medesimo immaginario, che i principi espressi erano i medesimi nonostante le scrittrici provenissero da esperienze lontanissime le une dalle altre come il movimento delle donne, la spiritualità femminile o la formazione “accademica”. Ho voluto raccogliere questa immagine di un cerchio potente che si stava ricreando, ben consapevole di non poterlo fare se non con la presenza di altre donne. Credo che sia importante darci un’occasione di confronto profondo, tuffarci nella conoscenza reciproca e divertirci come delle matte, come sempre succede quando ci si mette insieme.

2 thoughts on “Matriarcato? Femminismo?

    • Quello che dobbiamo far passare è che non si tratta di eliminare gli uomini, ma l’idea che abbiamo di loro. Altrimenti perso il nostro senso di accudimento della vita diventeremmo come loro e allora sì che raggiungeremmo la parità…

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