Un saggio su qualcuno che conosciamo bene

Parsifal e il Sacro Graal
O della costruzione dell’uomo nuovo,
l’eroe del nuovo ordine patriarcale

Un mito fondante pre-feudale, analizzato da Agnès Echène, accademica, ricercatrice d’antropologia culturale

Parsifal, l’amore del piacere o l’amor cortese?

L’amore nella letteratura orale e nei primi romanzi del patrimonio europeo

Agnès Echène esplora il mito di Parsifal e analizza l’idea dell’amore così come ci viene trasmesso dalle prime forme letterarie orali e scritte, nonché come lo viviamo ancora. Al di là della freschezza e dell’incredibile fascino di questo primo romanzo della cultura francese, “Parsifal o il racconto del Graal” ci conduce nel regno degli amori antichi. Scritto a cavallo tra due civiltà, quella orale dell’Antica Europa e la civiltà della parola scritta del nuovo ordine feudale, il testo testimonia una mutazione dei costumi che non siamo in grado di misurare nella sua forza di sovvertimento.

Chrétien de Troyes ci fa assistere infatti alla comparsa dell’uomo nuovo, nascosto sotto le pittoresche spoglie di Parsifal. Il giovane eroe proviene giustamente dall’Altro Mondo, quello che precede il feudalesimo. Probabilmente l’autore, sulla scia dei cantastorie che hanno narrato oralmente l’epopea dell’eroe, ce lo fa scoprire nel momento preciso in cui si stacca da questo mondo antico per attrazione verso un gruppo di cavalieri appariscenti e schiamazzanti. Ma quest’Altro Mondo persiste e resiste agli assalti degli uomini in armi e Parsifal conserva dentro di sé il “candore” della mentalità arcaica. Abbiamo così sotto gli occhi le immagini di un mondo capovolto e i modi di essere, di pensare e di amare di un uomo – di donne – che stanno scomparendo nello stesso momento in cui si diffondono la nuova moda e i suoi inediti costumi.
Parsifal è l’eroe che regge la posterità: lo ritroviamo in un gran numero di storie antiche (Peredur, Perlesvaus, Perceforest). Si arricchisce quindi di una moltitudine d’influenze che giungono da orizzonti diversi e da tempi remoti; del resto la sua storia enigmatica associata al Graal gli ha dato una discendenza eccezionale (Parzival, Perceval). Parsifal non è soltanto un personaggio storico, è senza tempo e perciò contemporaneo. E i contributi di svariati autori moderni permettono di chiarire ancora di più la sua complessa personalità. Inoltre Parsifal è il pupillo degli Uomini Nuovi. Numerose ricerche sull’identità maschile lo hanno preso, se non come modello, perlomeno come fulcro di riflessione, come archetipo della mascolinità. È appassionante intrecciare il fatto letterario con i commenti che ha suscitato. Per finire Parsifal ha avuto tantissimi fratelli più giovani: tutti i cavalieri di tutti i tempi, fino a quelli dell’Arca Perduta o di Guerre Stellari, hanno provato a imitarlo. Si può perciò dire che influenza sempre e ancora l’immaginario occidentale.

  • Scrivere un romanzo, una rivoluzione
  • letteraria: il volgare e l’erudito
  • antropologica: il contadino e il feudatario
  • culturale: il clero e la corte
  • L’amore del piacere (gli antichi costumi nel Parsifal e nei romanzi di Chrétien de Troyes)
  • l’erranza dei giovani (animali in libertà)
  • il castello della madre (la parentela antica)
  • l’amor delle pulzelle: Biancofiore, la damigella d’Escavallon, le figlie della Dama dalle Bianche Trecce (un’altra forma di rapporto d’amore)
  • L’Amor cortese
  • il matrimonio feudale (Erec ed Enide, Cligès e Fénice, Yvain e Laudine…)
  • l’amore e le leggi del vassallaggio (corte, omaggio, baciamano, dono di sé, giuramento…)
  • buone maniere, trasgressione, sublimazione, sottomissione (Rougemont, Nelli, Marrou, Duby, Poly…)

L’invenzione dell’amore nuovo con Chrétien de Troyes e permanenza della mutilazione erotica feudale fino ai nostri giorni.L’apertura verso l’inizio di un cambiamento. Per partire alla conquista del mondo e mettere all’opera i nuova valori, quelli dei guerrieri, dei cavalieri e altri feudatari, è necessario una prima azione: l’uccisione della madre. Questo atto fondante di tutte le culture patriarcali è posto proprio all’inizio del Racconto di Parsifal e condiziona da subito ogni successiva avventura dell’eroe e di tutti quelli della Tavola Rotonda. Questo saggio ne mostra le conseguenze.

LA NASCITA DELL’UOMO MODERNO

Lo scopo del romanzo di Chrétien de Troyes, “Parsifal o il racconto del Graal”, è la messa in scena della comparsa di un “uomo nuovo”. Come abbiamo detto, il giovane eroe proviene infatti dall’Altro Mondo, quello che precede il feudalesimo e probabilmente l’autore ce lo fa scoprire nel momento preciso in cui si stacca, affascinato dai cavalieri, da questo mondo antico. Ma questo Altro Mondo persiste e resiste agli assalti degli uomini in armi e Parsifal conserva a lungo dentro di sé la sua mentalità arcaica, abbastanza per essere preda di dilemmi insormontabili da cui non esce se non con il tradimento. Non può infatti diventare “il miglior cavaliere del mondo” se non rinnegando i suoi, sconfessando gli antichi valori e condannando a morte sua madre e tutta la sua parentela. Il rimorso che poi lo consuma e i terribili conflitti di lealtà che lo assillano, noi li conosciamo bene ancora oggi: li incontriamo così spesso negli uomini che frequentiamo!
Con il Racconto del Graal abbiamo davanti agli occhi le immagini di un mondo passato e i modi di essere, pensare, amare di uomini e donne che non ci sono più: su un piano a loro opposto prende forma “l’uomo moderno”, elaborato dal feudalesimo. Si costruisce durante i secoli che precedono la scrittura del romanzo, uno dei primi della letteratura europea, e sulle macerie d’un uomo diverso, certamente “vecchio come il mondo”, che il feudalesimo ha sradicato con la forza per sostituirlo con il “cavaliere”, l’uomo del nuovo ordine, esaltato per essere meglio asservito e padrone nella sua dimora per essere più facilmente dominato. Le masse assoggettate sono invitate ad ammirarlo, perfino a imitarlo.

Complice per interesse, sebbene spesso rivale, la Chiesa cattolica puntella il sistema feudale con un’ideologia che glorifica gli stessi valori, aggiungendovi quelli che servono più direttamente i suoi propri interessi.
Questo nuovo ordine è nato dalla collusione tra i conquistatori romani e i conquistatori “barbari”, visto che sia gli uni che gli altri veicolavano il sistema indoeuropeo basato sulla famosa “tripartizione funzionale” messa in luce da Dumézil: la sua instaurazione non è avvenuta tuttavia senza scosse, senza resistenza e repressione. Ma ha finito per emergere l’homo occidentalis: nella sua forma virile, violenta e autistica, e nella sua forma muliebre, servile e isterica. Il romanzo di Parsifal s’iscrive dunque nella storia dell’Occidente come una cerniera tra due civiltà di cui solo la seconda, il feudalesimo dei signori della guerra, è rimasta. La prima, quella dei vinti, si è inabissata senza un oblio sapientemente elaborato. Allora, cosa è successo da parte dei clerici di un tempo, è stata strategia? O ingenuità? Quella di dipingere, eseguendo gli ordini dei potenti che li comandavano, la bellezza, la freschezza, la grandezza di tradizioni deliberatamente sradicate per essere rimpiazzate dall’ordine sociale tripartito, funzionalmente ingiusto perché già ridotto a merce. Il potere e il profitto, suo corollario, hanno avuto ragione della civiltà della gente e delle comuni, quelle dette dell’“Antica Europa”. Quello che viviamo, ancora oggi, è la normale evoluzione con addolcimenti dovuti ai lutti e amplificazioni dovute al tempo, di quello spostamento di civiltà che ha ricevuto impulso dal feudalesimo. Nessuna rivoluzione né ideologia infatti ha contestato o abolito le basi su cui si fonda questa civiltà, alla quale ancora oggi, come nel Medioevo, paghiamo un pesante tributo.

UN MITO SEMPRE ATTIVO

La “nuova” maschilità inventata in questi tempi passati ha costituito un potente fattore per il successo delle conquiste indoeuropee: tutti i miti maschili che ha inventato sono descritti in “Parsival”: spunta allora l’“individuo”, che nasce da una nuova “famiglia” totalmente rimaneggiata, con la figura del “padre” e del “marito” fino ad allora inedite. L’“eroe”, l’“avventuriero” si issa sulla vetta ed è acclamato: si assiste anche alla nascita del “fedele” e del “ribelle”. Non uno di questi miti è stato a tutt’oggi screditato, anzi è avvenuto il contrario: che si tratti di cinema, del fumetto o di letteratura, sia maschile che femminile, la mitologia dell’uomo sprigionata dal feudalesimo è ancora viva e sempre attiva. Gli uomini non cercano di uscire dalla “dominazione maschile” e nemmeno le donne libere e conquistatrici sanno – possono – emanciparsene. In quanto fondamentale per la mercificazione, quindi per il potere, non importa se capitalista, comunista, socialista machista, dispotico, economico, democratico… questa mitologia non ha nessuna buona ragione per essere mantenuta da chi si oppone alla mercificazione e al potere! Eppure…! Ma allora…?

Questo saggio inedito (Perceval ou l’homme sinistre) – ancora in francese per il momento, e scaricabile qui – è diviso in 6 parti: :

  1. La filiazione, la parentela:
  2. la nascita dell’individuo
  3. La paternità:
  4. la nascita del ribelle
  5. L’amore coniugalizzato:
  6. la nascita della sposa e del cornuto
  7. La spiritualità:
  8. la nascita del fedele
  9. La Missione perpetua:
  10. la nascita dell’eroe
  11. L’apertura al mondo:
  12. la nascita dell’avventuriero

analogie…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...