Matriarcato – Introduzione e definizione

traduzione di Nicoletta Cocchi

Il testo è tratto dalla presentazione della bibliografia generale degli Studi Matriarcali moderni dell’ Accademia Hagia, fondata nel 1986 da Heide Göttner-Abendroth. La prima parte della bibliografia raccoglie testi di antropologia che trattano di società matriarcali, o società che presentano elementi matriarcali, e riguardanti l’Africa, le Americhe, l’Asia orientale e l’Australia. La seconda parte raccoglie pubblicazioni di archeologia che hanno contribuito alla conoscenza delle società matriarcali, e riguardano l’Asia occidentale e l’Europa. (per ora ancora in inglese e tedesco… )

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Judy Chicago – da Dinner Party

Nelle cronistorie occidentali sono sempre esistite delle testimonianze di matriarcato, per quanto sparse o nascoste tra le altre curiosità etnografiche, e sempre pesantemente filtrate dalle lenti androcentriche dei missionari cristiani o dei viaggiatori europei. La maggior parte di queste antiche fonti europee rivelano sconcerto o terrore alla sola idea di culture guidate dalle donne; aggrapparsi alle spaventose storie di Erodoto sulle feroci amazzoni “assassine di uomini”, oppure alle raffigurazioni teologico-cristiane dell’Eva peccatrice – sfociate poi nella caccia alle streghe (il tempo dei roghi) – era l’unico mezzo per attaccarle. Spostarsi fuori dall’Europa nel XV e XVI secolo, specialmente per raggiungere l’Africa e le Americhe, terre dalle molte culture matriarcali, era molto destabilizzante per il paradigma patriarcale europeo.

Fino a non molto tempo fa, lo shock culturale unito al colonialismo ha fatto sì che il sapere sul matriarcato fosse prodotto esclusivamente da un’élite di studiosi occidentali, quasi tutti maschi e provenienti da una cultura che non somigliava, nemmeno lontanamente, a quella matriarcale. Gli studiosi dell’800 erano stati tutti influenzati dalla teoria dell’evoluzione unilineare e universale, che era parte del colonialismo euro-americano intriso di radici razziste e sessiste. Tali ostacoli hanno distorto la comprensione del matriarcato in quanto forma sociale, consentendo agli studiosi occidentali di rimuoverla totalmente come una fantasia o di dipingerla brutalmente come una forma di spietata dominazione amazzone sugli uomini. Uno scenario, questo, che ha lasciato un segno permanente negli studi sui matriarcati fino al XIX secolo, quando il risveglio di interesse tra gli studiosi americani e tedeschi ha spostato il pensiero dalla concezione amazzone a quella del matriarcato come “diritto della madre”. Questi studiosi sono tuttavia rimasti invischiati nelle premesse razziste e sessiste del colonialismo europeo anche nel XX secolo.

A metà del ’900, con l’alzata dell’eurocentrismo colonialista, gli studiosi non occidentali delle culture matriarcali del mondo, insieme alle ricercatrici occidentali, hanno cominciato a sentirsi chiamati in causa nella discussione e a voler fornire una revisione delle vecchie concezioni. Negli studi matriarcali i “valori materni” non rimandano al sentimentalismo occidentale, ma ai principi che le società indigene stesse hanno formulato, col loro definirsi matriarcali (per esempio i Minangkabau), e con le loro norme sociali (gli Irochesi), tutte fondate sul prototipo di Madre Natura, così come concepite nella mitologia, nei proverbi, nei canti, ecc. Raccogliendo le testimonianze degli studiosi occidentali e non del XXI secolo, i matriarcati possono essere definiti come società incentrate sulle madri, basate sui valori materni: uguaglianza, ricerca del consenso, circolazione dei doni e costruzione della pace attraverso la negoziazione. L’economia del dono, definita dagli Studi Matriarcali moderni come relazione transitiva in comunità di prossimità, è un concetto centrale in tutti i matriarcati.

Il risultato è una società egualitaria in cui ciascun genere ha la propria sfera di potere e di azione. Queste società sono caratterizzate dalla matrilinearità e dalla matrilocalità, si basano su un’economia strutturata del dono e le donne ricoprono il ruolo di custodi della terra e di dispensatrici di cibo. A partire dagli studi induttivi delle singole società matriarcali e dai testi prodotti dagli studiosi indigeni sulle loro comunità, la definizione corrente di matriarcato può essere così espressa: una società egualitaria di genere incentrata sulla madre che pratica l’economia del dono. Gli Studi Matriarcali moderni, prima di ogni altra cosa, hanno fissato i modelli di quelle culture del passato e del presente nella loro espressione unica di egualitarismo di genere e, in senso più ampio, di egualitarismo sociale.

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Judy Chicago – da Dinner Party